Maschio Angioino

Maestoso, imponente, primo baluardo della sirena Parthenope per chi approda sulle sue coste: è così che si presenta Castel Nuovo, fortezza angioina voluta da Carlo I d’Angiò e costruita a partire dal 1279. Il monarca francese volle fortemente l’erezione di quest’edificio per ovviare alla mancanza di un vero e proprio castello che facesse da guardia alla città, difatti Castel dell’Ovo (I secolo a.C) risultava una struttura vecchia ed inadeguata mentre il più recente Castel Capuano (1160) non godeva di una felice posizione strategica. Il progetto e la costruzione del maniero furono diretti dall’architetto Pierre de Chaule che portò a compimento l’opera in soli 5 anni, creando non solo una fortezza ma anche una nuova dimora per i regnanti.
Tutti sappiamo che, tra i maggiori simboli di Napoli, questo castello è conosciuto anche come Maschio angioino, termine medievale derivante dal fiorentino “mastio” che indicava, in una struttura con più torri, la maggiore e la più sicura in caso di attacchi bellici. Tuttavia il suo nome esatto è Castel Nuovo, in francese Chastiau nuef.

Cappella San Severo

Cristo velato

In realtà, il Cristo velato è un’opera interamente in marmo, ricavata da un unico blocco di pietra, come si può constatare da un’osservazione scrupolosa e come attestano vari documenti coevi alla realizzazione della statua. Ricordiamo tra questi un documento conservato presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli, che riporta un acconto di cinquanta ducati a favore di Giuseppe Sanmartino firmato da Raimondo di Sangro (il costo complessivo della statua ammonterà alla ragguardevole somma di cinquecento ducati). Nel documento, datato 16 dicembre 1752, il principe scrive esplicitamente: “E per me gli suddetti ducati cinquanta gli pagarete al Magnifico Giuseppe Sanmartino in conto della statua di Nostro Signore morto coperta da un velo ancor di marmo…”. Anche nelle lettere spedite al fisico Jean-Antoine Nollet e all’accademico della Crusca Giovanni Giraldi, il principe descrive il sudario trasparente come “realizzato dallo stesso blocco della statua”. Lo stesso Giangiuseppe Origlia, il principale biografo settecentesco del di Sangro, specifica che il Cristo è “tutto ricoverto d’un lenzuolo di velo trasparente dello stesso marmo”.

Piazza del Plebiscito

Considerata tra i più importanti esempi di architettura neoclassica italiana, fu costruita nell'Ottocento per volontà di Ferdinando I delle Due Sicilie dopo la cacciata dalla città di Gioacchino Murat. Il suo colonnato si ispira a quello di San Pietro a Roma, mentre la forma ricorda quella del Pantheon.
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